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BADIA JAZZ e ART'IN'VALLE con il patrocinio del comune di Badia Calavena PRESENTANO LA 6° Edizione luglio 2007 Anche quesr'anno, certi e inesorabili cime le nevi invernali, torniamo con una nuova edizione di Badia Jazz, da quest'anno con qualche novità, salta l'appuntamento del giovedì che viene però recuperato il mercoledì sera, inoltre, da quest'anno il festival,pur conservando la direzione artistica di Nino de Rose, Stefano Benini e Pino Fiale, cambia padrone per divenire una manifestazione cultural-musicale dell'associazione Art'invalle,pur mantenendola stessa location presso il giardino esterno del Ristorante Prealpina di Badia Calavena .Per maggiori informazioni sul festival vi invitiamo a visitare il sito web www. ristoranteprealpina.com..Quest'anno il festival sarà dedicato alla scoperta della cultura musicale argentina,forse la più italiana delle terre d'America,soprattutto culturalmente.Di questa lontana nazione scopriremo o ricorderemmo musicisti non solo jazzisti che hanno o continuano a far grande la storia della musica mondiale. Di alcuni di loro VI proniamo di seguito delle brevi schede;.il titolo della manifestazione "ULTIMO TANGO A BADIA"vuole essere un omagio a grande tenor sassofonista argentino Gato Barbieri. Lalo Schifrin
Lalo Schifrin è un vero e proprio artista della ‚renaissance'. È richiesto sia come pianista, che come compositore o direttore di orchestre sinfoniche, sia come performer ai Festival internazionali di jazz, compositore di nuove colonne sonore di film o di musica per la televisione, arrangiatore per Placido Domingo e per la filarmonica di Londra. Da giovane Lalo Schifrin ha una formazione classica nella sua città natale, Buenos Aires, impartitagli da Juan Calos Paz, Enrique Barenboim, Mariano Drago, così come dal padre Louis Shifrin, uno dei fondatori dell'orchestra filarmonica di Buenos Aires, ed ex-direttore d'orchestra del Teatro Colon. Durante il suo studio a Parigi, agli inizi degli anni Cinquanta conduce una doppia vita. Ai musicisti jazz con i quali trascorre i sabati sera nei fumosi club, egli nasconde le domeniche mattina in cui ascoltava i suoni dell'organo del suo maestro, il compositore Oliver Messiaen, durante la messa nella Chiesa della Trinità. E Messiaen, le cui lezioni di musica classica Lalo seguiva al conservatorio, non sapeva naturalmante niente dei notturni incontri jazz. Quando Schifrin alla metà degli anni Cinquanta torna a Buenos Aires, fonda la sua propria big-band. Durante un concerto, Schifrin viene ascoltato da Dizzy Gillespie che lo prega di diventare pianista e arrangiatore della sua band. La collaborazione tra i due musicisti va dal 1958 al 1962. In questo periodo Lalo compone e arrangia molti dei brani più famosi del grande trombettista e leader della band, tra cui la famosa "Gillespiana", che proprio nell' anno della sua uscita vende più di un milione di copie. Nel frattempo Schifrin ottiene molti contratti come compositore ad Hollywood, per cui è costretto a spostare la sua attività di musicista a Los Angeles. Diventerà uno dei più richiesti compositori di colonne sonore per film negli anni Settanta. Dalla sua penna escono più di 100 composizioni per il cinema e la tv. Particolarmente popolari sono diventati quelle di "Mission Impossible", "Mannix", "The Fox", "Bullit", e "Dirty Harry". Dall'inizio degli anni Ottanta Schifrin firma anche composizioni di musica classica. Dirige difatti l'Orchestra del Mondo, così come le orchestre filarmoniche di Los Angeles, Israele, Messico, Londra, Città del Messico e quelle sinfoniche di Londra, Houston, Atlanta, Indianapolis e dell'Argentina. Questi alcuni degli eventi musicali diretti da Schifrin: Il 14 luglio del 1986 dirige la "Glendale Symphony Orchestra" davanti a 17.000 spettatori nella sala Hollywood Bowl, a Los Angeles. Per l'occasione (il 100° anniversario della statua della Libertà), compone "Salute to the Statue of Liberty", che viene festeggiata con delle Standing Ovations. Nel 1887 Schifrin compone la musica per l'apertura dei Giochi Panamericani, che suona con la Indianapolis Symphony Orchestra di Toronto. Nello stesso anno viene nominato direttore musicale dell'Orchestra Filarmonica di Parigi. La prima si tiene il 26 Gennaio del 1988 nel Théatre des Champs Elysées e nello stesso anno esce la registrazione del concerto. Schifrin sarà direttore di quest'orchestra per cinque anni. Dal 1989 al 1995 è invece direttore della Glendale Symphony Orchestra. Uno dei suoi lavori di questo periodo è la collaborazione con "Doc" Severinsen per la premiére mondiale di "Impressiones". Nell'inverno del 1989 si tiene un concerto che dovrebbe essere inserito negli annali della storia della musica classica. Ai piedi della piramide di Teotihuacan in Messico Schifrin dirige la sua composizione "Cantos Aztecas" per coro, voce solista e orchestra; canta il tenore Placido Domingo. Lo spettacolo è in mondovisione e i video e i cd escono in tutto il mondo. Agli inizi del 1990 Schifrin arrangia la musica per i festeggiamenti della finale dei Campionati del Mondo di Calcio in Italia. Il 7 luglio 1990, la sera precedente alla finale, il brano viene presentato a Caracalla, diretto da Zubin Metha, con le Orchestre dell'Opera di Roma e Firenze, e tre tenori di fama mondiale, Luciano Pavarotti, Placido Domingo e José Carreras. L'album e il video che contengono questo concerto, sono tra gli articoli più venduti nella storia della musica classica. Schifrin partecipa anche alla realizzazione del seguito di questo grande successo. E difatti si ritrovano sul palco del Dodgers Stadium di Los Angeles Pavarotti, Domingo e Carreras nuovamente diretti da Metha, la sera precedente alla finale della Coppa del Mondo di Calcio del 1994. Durante la conferenza stampa relativa all'avvenimento, Zubin Metha dichiara che questo progetto non sarebbe stato realizzabile senza la collaborazione di Lalo Schifrin. Nel 1998 l'avvenimento viene riproposto per la finale di Campionati del Mondo di Calcio in Francia e anche in quest'occasione gli arrangiamenti musicali portano la firma di Schifrin. La Steinway Foundation commissiona a Schifrin il lavoro per il suo "Concerto per piano n°2", che viene suonato a Washington nel 1992 dalla National Symphony Orchestra diretta dal maestro Mistislav Postopovich. Nello stesso anno egli produce, arrangia e dirige un concerto con José Carreras e con la London Symphony Orchestra dal titolo "Friends for Life". Un altro album che riscuote grande successo: è quello interpretato dalla Rochester Philarmonic Orchestra, dal titolo "Romancing Hollywood", una raccolta di colonne sonore di film da Oscar. Dal 1993 lavora intensamente ad un progetto che unisce le sue due più grandi passioni: il jazz e la musica classica. Sotto il titolo "Jazz Meets The Symphony" arrangia le suite dei più famosi componisti jazz del mondo per delle orchestre sinfoniche e gruppi jazz. Lavorano insieme a lui famose star del jazz e leggende quali Ray Brown, Grady Tate, Jon Faddis, Paquito D'Rivera e James Morrison; per questi lavori sceglie la London Philharmonic Orchestra. Il successo internazionale ha come conseguenza nel 1994 la creazione della "More Jazz Meets the Symphony". La terza parte della serie, "Firebird" o "Jazz The Symphony n°3", esce nell'estate del 1996. Schifrin ottiene tre nomination per il Grammy grazie appunto a questo progetto. Arrangia le musiche per le due registrazioni di "Christmans in Vienna", quella del 1992 con Diana Ross, José Carreras e Placido Domingo e l'altra del 1995 con José Carreras, Placido Domingo e Natalie Cole. Nel 1993 compone la "Lili 'Uokalani Symphony", in onore dell'ultima regina delle Hawaii, Lili 'Uokalani. La prima viene eseguita dalla Honolulu Symphony Orchestra, mentre la registrazione è opera della Wiener Symphoniker nel 1996. Gli attuali progetti di Lalo Schifrin per il cinema sono le colonne sonore dei film "Money Talks", con Charlie Sheen e Chris Tucker, "Something to Believe In", una produzione di Lord Lew Grade, e infine "Tango", il nuovo film di Carlos Saura. Oltre alle sue composizioni e ai suoi arrangiamenti Lalo è spesso impegnato anche in tournée dal vivo in giro per il mondo. Accanto ai concerti con le colonne sonore dei film e quelli di musica classica, sono soprattutto i suoi progetti con la "Jazz Meets The Symphony" e la big-band di musica classica "Gillespiana", ad incontrare il favore del pubblico. Lalo Schifrin ha vinto per quattro volte il Grammy e un Cable ACE, ed ha avuto sei nomination per l'Oscar. Nel 1988 riceve il premio BMI Achievement. Viene premiato dal governo israeliano per il suo apporto ai rapporti diplomatici mondiali attraverso la musica. Nello stesso anno ottiene il premio "Walk of Fame" dalla Chamber of Commerce di Hollywood, ed è uno dei pochi musicisti di Hollywood a potersi fregiare di questa onoreficenza. Nel Giugno del 1989 ottine una laurea honoris causa di Belle Arti dalla "Rhode Island School of Design". Nell'ambito del M.I.D.E.M. Festival di mus
luis enriquez Bacalov Luis Bacalov San Martin, Buenos Aires, il 30 agosto 1933, musicista Inizia la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. In Italia, dal 1959, si vede offrire l'opportunità di comporre musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; poi i produttori utilizzano per un po' sia lo pseudonimo che il nome vero (dal 1967/68 le partiture sono firmate esclusivamente col nome vero). Dopo diversi commenti abbastanza corrivi, Bacalov va sempre più raffinando la sua partecipazione, dedicando ad alcune pellicole particolare attenzione e precisando un impegno sempre maggiore. Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa - Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d'onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petn, buon uso del pianoforte in funzione accanitamente ritmica): Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L'amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); I prosseneti ( 1976, di B. Rondi); Improvviso (1979, di E. Bruck); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi). Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini affida a questo musicista il commento di La città delle donne (1980), privo come si trova della fida presenza di Nino Rota, deceduto alla fine del 1978. Anche Bacalov, come Rota, viene stritolato dal regista riminese. Si segnalano la partiture di Coup de foudre (Prestami il rossetto 1983, di D. Kurys), di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d'ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. San chez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco). Nel 1995 vince il Premio Oscar come Miglior Colonna Sonora per il film Il Postino, di Massimo Troisi. Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50o Festival di Sanremo. Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l'America, in onda su RaiUno.
Astor Piazzolla Astor Piazzolla si formò nell'orchestra di Anibal Troilo, grande compositore, direttore d'orchestra ed abilissimo suonatore di bandoneon, vissuto dal 1914 al 1975. Troilo fu il suo scopritore e il suo Maestro: un grande talento, che amava la musica del tango, al punto da trasformarla in un prodotto artistico di alta qualità; e che amava talmente il tango, in quanto ballo, da non tradirlo mai ica classica di Cannes, Lalo Schifrin viene insignito da Jaques Lang, ministro della cultura francese, dal "Chevalier de l'Ordre des Arts et Lettres", la più grande onoreficanza che un musicista straniero abbia mai ottenuto in Franciaper la musica. Riuscì sempre a trovare, infatti, un perfetto equilibrio fra l'ispirazione poetica dei suoi brani e la loro ballabilità. Da Troilo, Piazzolla ereditò il desiderio di far evolvere la musica del tango verso livelli artistici superiori. La capacità con cui riuscì a farlo in un modo sublime, fu merito del combinato passione+impegno+ingegno. Rispetto al suo Maestro, intraprese una strada autonoma, portando alle estreme conseguenze la revisione stilistica e compositiva delle 'opere'. Con Piazzolla si consumò, così, quella scissione definitiva fra musica e danza che Troilo aveva sempre accuratamente evitato. La vita In premessa, intendo ringraziare il Sig. Antonio Tritta di Trani perchè mi ha segnalato (in data 30.05.03) un errore relativo al nome della mamma di Astor Piazzolla. La sua segnalazione è molto utile, in quanto il mio errore viene fuori dalla vasta bibliografia che ho preso in esame, prima di scrivere il presente articolo. I testi da me consultati riportano il nome di Assunta Manetti di Massa Carrara. Il Sig. Tritta fa presente che la madre di Astor Piazzolla è Rosa Centofanti di Trani. Tale maternità è documentata nell'Archivio della Cattedrale di Trani. Piazzolla nacque in Argentina, a Mar della Plata, nel 1921 e morì nel 1994. I suoi genitori erano italiani: Rosa Centofanti e Vicente Piazzolla, entrambi di Trani. Il padre faceva il barbiere ed era un appassionato suonatore di fisarmonica. Proprio quando stava col padre a New York, a nove anni, cominciò a studiare musica classica, e a suonare il bandoneon. A 13 anni ne era diventato un perfetto suonatore. Intanto, così piccolo, aveva scoperto il jazz e se ne era innamorato. Inoltre, aveva imparato il solfeggio. Fatto ritorno in Argentina, cominciò a lavorare nelle orchestre, acquisendo grande esperienza e facendo conoscere le sue doti non comuni. Nella orchestra di Troilo ebbe modo di crescere musicalmente, fino ad arrivare a comporre importanti arrangiamenti. A 33 anni andò a Parigi con una borsa di studio, per seguire corsi di composizione. Qui lavorò con Nadia Boulanger, già allieva di Ravel. Fu una collaborazione feconda e determinante, a seguito della quale si sentì pronto per comporre tanghi di rilievo: Imperial, Picasso, Sens unique. Aveva in questi anni maturato una sua idea di orchestra, dopo avere attentamente valutato le ultime mode musicali, la tecnologia applicata alla strumentazione, i nuovi moduli espressivi. A Buones Aires fondò un ottetto, introducendo per la prima volta il basso e la chitarra elettrica, e utilizzando i migliori musicisti disponibili sul mercato. Cominciava a studiare ipotesi di trasformazione stilistica sulle basi musicali di tango, inserendovi alterazioni ritmiche e giochi di sovrapposizione di più melodie. Il 1960 segnò una tappa importante nel suo processo produttivo: negli USA mise a punto la prima sintesi organica fra tango e jazz, a ciò spinto dagli impresari che volevano creare un genere più vicino ai gusti dei giovani. Si trattava di una operazione ardita, che riprendeva tentativi di precedenti musicisti, intesi a staccare la musica del tango dai vincoli imposti dalle regole del relativo ballo. Piazzolla riuscì a spingersi ben oltre i limiti degli altri compositori e rese completamente autonoma la musica dalla danza. Naturalmente non mancarono detrattori ed avversari. Negli ambienti più conservatori il jazz-tango fu criticato non poco, perchè si temeva che esso portasse alla fine del tango, attraverso lo smantellamento dei suoi connotati essenziali. Ma Piazzolla era convinto della sua idea: egli voleva trasformare una semplice base per danza in grande musica. Ci riuscì completamente quando, nel 1971, rifondò il suo ottetto e si mise a scrivere pezzi musicali della durata di quindici minuti, in piena libertà d'ispirazione, senza preoccupazioni di compatibilità ritmiche e di numero di battute al minuto. Oggi possiamo dire tranquillamente che egli ha portato la musica di Rio della Plata nell'olimpo della musica classica e della migliore tradizione del jazz. Al tempo stesso si deve sottolineare che ha dato, a modo suo, un contributo notevole alla immagine e al successo del tango in quanto ballo: tutta la sua opera, in realtà, gira attorno al tango; ed in effetti ne ha nobilitato la musica. I suoi brani sanno di poesia e di trasporto. I suoi ritmi giocano sui confini estremi del tango: ora dentro ora fuori. E, quantunque siamo di fronte ad una musica definibile 'di ascolto', capita che ci si faccia prendere dalla voglia di ballare. Per capire questo concetto, dobbiamo prescindere (noi che viviamo nel mondo della Danza Sportiva) dai parametri ritmici del Tango da Sala e del Tango Standard. Piazzolla ha composto ogni genere di musica: operistica, sinfonica, canzoni e colonne sonore per film. Ha provveduto egli stesso a registrarle tutte. Ne sono state contate circa 400, distribuite in 70 LP. Le sue maggiori composizioni sono: Symphonie de Buenos Aires: con questa opera viene introdotto il bandoneon in una orchestra classica, Libertango (anni '70). Ha inoltre tenuto numerosi concerti, fra i quali, famoso quello con Gerry Mulligan, del 1974, dove dimostrò le sue grandi doti artistiche, affidandosi alla totale improvvisazione. Sui rapporti che Piazzolla ebbe con il ballo e con la politica, si è discusso parecchio e si sono dette le cose più strane Gato Barbieri Leandro "Gato" Barbieri (Rosario, Argentina, 28 novembre 1934), è un sassofonista jazz. Figlio di un carpentiere con la passione per il violino, studia clarino e sassofono e composizione a Buenos Aires. Nel 1953 entra a far parte dell'orchestra di Lalo Schifrin e si dedica completamente al sax tenore. Nel 1962 si trasferisce a Roma e nel 1967 è a Milano, dopo una parentesi a New York con Don Cherry, dove partecipa a Nuovi sentimenti di Giorgio Gaslini. Nel 1967 incide i primi due dischi pubblicati con il suo nome. Nel duo con Dollar Brand 1968 imprime alla sua musica una svolta nel recupero delle musicalità sud-americane.
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